GAB tra presente e futuro
Moreno InvernizziAtletica/Per il tecnico Cariboni il risultato agli Interclub apre interessanti orizzonti alle bellinzonesiL'asticella è ancora lì, adagiata sui supporti collocati a quota 1,84 m. Beatrice Lundmark si prepara a toccare il tappetone posto dall'altra parte della pedana. L'ha superata. Bea ha volato. E con lei ha volato tutto il team con la casacca del GAB di Bellinzona.
Chico Cariboni e Fiorenzo Marchesi, unitamente a Monica Pellegrinelli (impegnata nel ruolo di 'consulente' dei selezionatori e pure in prima persona sulla pista di Berna), hanno vinto la loro scommessa. Quella scommessa che il GAB non era riuscito a fare sua nel 2003, anno della prima apparizione nella LNA femminile degli Interclub d'atletica. Allora le bellinzonesi non seppero confermare il loro posto nella massima categoria: alla brillante promozione fece subito seguito la retrocessione.
Stavolta non è andata così. Domenica a Berna le 15 atlete scese in pista (e sulle pedane) da Cariboni e Marchesi sono andate sino in fondo, garantendosi il diritto di confrontarsi nella massima categoria femminile Interclub anche la prossima stagione. E con ottime prospettive, visto che all'orizzonte si profila una sorta di mini-rivoluzione dei valori sul tartan. «Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore con il prossimo campionato Interclub, potrebbe portare con sé un rimescolamento nella scala dei valori dei club - conferma Cariboni -.
Dalla prossima stagione infatti non sarà più possibile il doppio tesseramento, sinora consentito in via eccezionale per i singoli eventi, come appunto l'Interclub. Ciò significherà con ogni probabilità un drastico ridimensionamento per quelle società che costruivano le loro fortune sportive puntando su questi ingaggi di riparazione. Qualche cosa lo potranno ancora fare, ma si dovranno limitare ai due rinforzi stranieri consentiti dal nuovo regolamento, che comunque non potranno avere una doppia casacca in Svizzera».
Nuovo regolamento e nuove disposizioni che non sembrano preoccupare il club bellinzonese, che anzi potrebbe aprirgli interessanti prospettive: «Proprio così. Noi possiamo contare su un buon serbatoio nostrano a cui attingere. La riprova l?abbiamo avuta a questi Interclub: a Berna abbiamo portato le nostre vedette (Karin Colombini, Lara Kronauer, Bea Lundmark, Barbara Morza e Monica Pellegrinelli, ndr) a cui ha fatto spalla un drappello di giovani che si sono ottimamente comportate. Con loro un solo rinforzo 'importato': Teresita Bramante il cui apporto in fatto di punti è stato sicuramente importante ma non decisivo».
Restiamo sul tartan di Berna per soffermarci nel dettaglio sull'esito degli Interclub, che hanno decretato il successo dello Zurigo (con bis in campo maschile) e la retrocessione del La Chaux-de-Fonds, ma soprattutto la salvezza del GAB. Le bellinzonesi hanno chiuso al sesto rango con un bottino di 234 punti (386 quelli contabilizzati dalle vincitrici), precedendo le neocastellane (211) e il Langenthal (207). «Volevamo questa salvezza: l?obiettivo era alla portata, ma per riuscirci il margine d?errore era minimo. Sarebbe stato sufficiente mancare una prova e ci saremmo ritrovati sull'ascensore per la LNB».
Non è stato il caso, e non è certo solo questione di fortuna... «Affatto. Abbiamo dimostrato di meritarci un posto nell'élite nazionale, l'abbiamo fatto a suon di risultati di spessore. Tanto che già prima dei 200 m conclusivi eravamo certi di esserci garantiti il posto. Non per questo Barbara Morza e Isabelle Galli, le due atlete designate per questa prova, hanno corso al risparmio: in palio c'erano ancora punti importanti nell'ottica di salire ancora qualche gradino, visto che, Zurigo a parte, le altre squadre erano racchiuse in una manciata di punti. Non siamo riusciti in questo intento ma non per questo il bilancio non è da ritenere positivo. Anzi, sono davvero soddisfatto: una salvezza che per noi vale tanto quanto l'oro messo al collo dallo Zurigo, frutto di un grande risultato collettivo e non costruito su exploit (magari estemporanei) dei singoli. Il che in prospettiva rappresenta sicuramente un ottimo punto di partenza».
Qualche perla per abbellire il collier confezionato dalle 15 con casacca GAB c'è comunque stata, e Cariboni le esibisce con fierezza: «Beatrice Lundmark ha fatto grandi cose nel salto in alto (1,84, miglior prestazione stagionale per lei e vittoria nel concorso) nel triplo (12,42, sinonimo di medaglia d'argento). Un argento l'ha messo al collo la Kronauer superando l'asticella posta a 1,78 m). Da citare pure il terzo rango della Morza nei 100 m (corsi in 12'' spaccati), della Colombini negli 800 m (2'10''52) e della Pellegrinelli nei 100 ostacoli (14''69). Bene pure la Bramante, che nel lungo ha fatto un balzo di 5,63 m. Ma un plauso lo rivolgo a tutto il gruppo ed allo staff tecnico, nessuno escluso».
LaRegione, 2009-06-17









